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Gattinoni Haute Couture

1946

Madame Fernanda

Nel 1946 corona il suo sogno e apre nella capitale il proprio atelier, attorno al quale gravitano fin da subito personalità del cinema e del jet set internazionale. Il primo abito con l’etichetta Gattinoni è un tailleur di velluto verde, realizzato per Clara Calamai, diva del cinema italiano degli anni Cinquanta. E al genio e alla delicatezza di “madame” Gattinoni, così la chiamavano tutti, si sono affidate alcune tra le donne più belle e misteriose di sempre: Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Kim Novak, Lucia Bosè, Ava Gardner, Margaret d’Inghilterra, Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Anna Maria Pierangeli, Isa Miranda, Lana Turner, Maria Josè e molte altre ancora. Fernanda Gattinoni è stata una donna d’altri tempi, insignita, nel corso della sua lunga carriera, di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero per il suo instancabile impegno nel campo della moda e nel sociale.
Madame Fernanda

Gattinoni Haute Couture

1955

"Ogni donna trova facilmente le sue proporzioni favorevoli"

La linea alta o bassa segna spesso il punto di partenza di un paltò (o di un vestito). Fra vita montante o scendente, al suo posto naturale o più o meno assente, ogni donna trova facilmente le sue proporzioni favorevoli. Tutte si rivelano più facili di quanto si creda perché basate su una costruzione che segue il corpo senza precisarlo.

Gattinoni Haute Couture

1960

La bellezza del cinema

Sono gli anni della Dolce Vita, Roma vive di miti e icone, Via Veneto è il crocevia del jet set internazionale: è qui che Madame Gattinoni allestisce il proprio atelier, destinato a diventare il punto d’incontro delle donne più affascinanti dell’aristocrazia romana e delle attrici di Hollywood, tutte incantate da questo suo salotto-couture. Nessuna esclusa. Da Anna Magnani a Bette Davis, da Gina Lollobrigida a Ava Gardner, da Liz Taylor a Audrey Hepburn. Roma è stata da subito la metropoli che ha indirizzato il mondo della moda internazionale.

Gattinoni Haute Couture

1970

La televisione è di moda

Lo stile Gattinoni entra nelle case degli italiani vestendo le donne che hanno fatto la storia della televisione. Gattinoni collaborò anche con molti dei costumisti storici della Rai come Folco Lazzeroni Brunelleschi, Corrado Colabucci, Enrico Rufini, Luca Sabatelli, Daniela Rossi, Giovanni Ciacci e Giovanna Silvestri, nella convinzione che per creare un abito per Ciacci e Giovanna Silvestri, nella convinzione che per creare un abito per della trasmissione, oltre a uniformarsi allo stile dell’artista, e al suo ruolo all’interno dello spettacolo. Nel 1971 Fernanda Gattinoni vestirà Mina per la trasmissione Teatro 10, nel 1972 Delia Scala in Delia Scala Story, la più moderna ed esuberante soubrette italiana che indossò Gattinoni anche per lo show più importante della RAI, Canzonissima, nel 1959. Poi ancora Alice ed Ellen Kessler.

Gattinoni Haute Couture

Moda sposa

Una tradizione italiana

L’atelier romano divenne punto di riferimento internazionale anche per la creazione di abiti da sposa. Nel 1960, Fernanda Gattinoni disegnò la famosa collezione di abiti da sposa in stile Impero che ha contribuito ad affermare il suo nome in tutto il mondo. Tra le sue illustri clienti troviamo anche Golda Meier, Giulietta Masina, Mimise Guttuso, Eva Peron, Jackie Kennedy e la principessa Margareth d’Inghilterra che, nel 1961, dette scandalo indossando abiti Gattinoni a Buckingham Palace (secondo l’etichetta di corte, per i membri della famiglia reale era infatti vietato indossare abiti di stilisti stranieri).

Gattinoni Haute Couture

1980

Fascino e creatività

L’atelier di via Toscana è cresciuto e si è allargato intorno alla seconda metà degli anni ‘80 grazie alle creazioni del figlio di Fernanda Gattinoni, Raniero, che ha impresso all’azienda un’importantissima svolta, compiendo i primi passi verso l’internazionalizzazione della griffe. Definito lo “stilista del sogno”, ha scritto pagine importanti nella storia del look italiano entrando di diritto nelle enciclopedie della sartoria come un creatore che amava trasferire i suoi sogni nelle proprie opere. Raniero diceva che aveva cominciato a disegnare vestiti quasi per gioco. Negli anni ‘80 aveva iniziato la sua personalissima alta moda a volte geometrica, a volte ornata, come imbarcandosi per un viaggio nel mondo della fantasia. E l’aspetto ludico nelle sue collezioni era sempre in primo piano: piccole fiammiferaie, regine delle nevi, belle addormentate nel bosco e Alice nel paese delle meraviglie erano le protagoniste delle sue sfilate.

Gattinoni Haute Couture

1990

Storie di successo

Dopo la morte di Raniero, avvenuta nel novembre del 1993, Stefano Dominella assume la presidenza della storica Maison, mentre al giovane Guillermo Mariotto, nato a Caracas ed entrato in Gattinoni come designer nel 1988, è affidata la direzione artistica a stretto contatto con madame Fernanda. Il connubio tra manualità artigianale e ricerca di nuove tecnologie, unito alla brillante mente di Mariotto, dà vita nel ‘96 a una nuova linea di prêt-à-porter, presentata a Milano assieme alle altre linee della griffe. Il ‘97 vede il lancio del profumo Gattinoni, abbinato a una raffinata linea di prodotti di bellezza.

Gattinoni Haute Couture

1995

Haute couture

Le sfilate sono sceneggiate da Gattinoni come per la stesura di un film; gli abiti raccontano ogni volta una storia. Un successo dopo l’altro, tutte le presentazioni sono un evento: le collezioni racchiudono una partitura attenta ed esprimono i tanti volti della bellezza italiana e internazionale.

Gattinoni Haute Couture

2000

Il nuovo millennio

Nel dicembre 2001 Fernanda Gattinoni festeggia il proprio compleanno ricevendo il premio La Lupa, prestigioso riconoscimento da parte del Comune di Roma. Nel 2002 Madame Fernanda si spegne a Roma e la città le offre un ultimo omaggio allestendo la camera ardente in Campidoglio.

Gattinoni Haute Couture

2005

Gattinoni oggi

Gattinoni è ambasciatrice della moda italiana nel mondo. La griffe è cresciuta costantemente nel segno dell’eccellenza nella ricerca stilistica e nella cura del dettaglio, diventando sempre di più un punto di riferimento del fashion luxury internazionale. La Maison ha investito oggi su un gruppo di giovani stilisti per la realizzazione delle sue linee di Prèt â portèr che, seguendo le linee guida e la delicata sensibilità di Fernanda Gattinoni, mantiene vivo il dna legato al mondo della couture.

Gattinoni Haute Couture

2009

Un patrimonio di valore

L’archivio della Maison Gattinoni è stato consacrato “Patrimonio Culturale Italiano” nel 2009. Un prestigioso riconoscimento nazionale per il celebre atelier, considerato di notevole interesse per la storia della moda, del cinema e della tradizione sartoriale italiana.

Gattinoni Haute Couture

Oggi

Planetarium

Gattinoni ha sviluppato a partire dal 2010 la Linea Planetarium che, con la sua coloratissima stampa ispirata ai disegni del cartografo seicentesco Andreas Cellarius, vuol essere un omaggio alla genialità creativa senza tempo. Abbigliamento e accessori che sono protagonisti di un vero e proprio fenomeno non solo di mercato, ma anche di stile. Una Seconda Linea caratterizzata dall’inconfondibile gusto Gattinoni, nel solco della tradizione e della qualità di Madame Fernanda, in grado di soddisfare tutte le esigenze con fascino e personalità.

Gattinoni Haute Couture

1946

Madame Fernanda

Nel 1946 corona il suo sogno e apre nella capitale il proprio atelier, attorno al quale gravitano fin da subito personalità del cinema e del jet set internazionale. Il primo abito con l’etichetta Gattinoni è un tailleur di velluto verde, realizzato per Clara Calamai, diva del cinema italiano degli anni Cinquanta. E al genio e alla delicatezza di “madame” Gattinoni, così la chiamavano tutti, si sono affidate alcune tra le donne più belle e misteriose di sempre: Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Kim Novak, Lucia Bosè, Ava Gardner, Margaret d’Inghilterra, Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Anna Maria Pierangeli, Isa Miranda, Lana Turner, Maria Josè e molte altre ancora. Fernanda Gattinoni è stata una donna d’altri tempi, insignita, nel corso della sua lunga carriera, di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero per il suo instancabile impegno nel campo della moda e nel sociale.
Madame Fernanda

Gattinoni Haute Couture

1955

"Ogni donna trova facilmente le sue proporzioni favorevoli"

La linea alta o bassa segna spesso il punto di partenza di un paltò (o di un vestito). Fra vita montante o scendente, al suo posto naturale o più o meno assente, ogni donna trova facilmente le sue proporzioni favorevoli. Tutte si rivelano più facili di quanto si creda perché basate su una costruzione che segue il corpo senza precisarlo.

Gattinoni Haute Couture

1960

La bellezza del cinema

Sono gli anni della Dolce Vita, Roma vive di miti e icone, Via Veneto è il crocevia del jet set internazionale: è qui che Madame Gattinoni allestisce il proprio atelier, destinato a diventare il punto d’incontro delle donne più affascinanti dell’aristocrazia romana e delle attrici di Hollywood, tutte incantate da questo suo salotto-couture. Nessuna esclusa. Da Anna Magnani a Bette Davis, da Gina Lollobrigida a Ava Gardner, da Liz Taylor a Audrey Hepburn. Roma è stata da subito la metropoli che ha indirizzato il mondo della moda internazionale.

Gattinoni Haute Couture

1970

La televisione è di moda

Lo stile Gattinoni entra nelle case degli italiani vestendo le donne che hanno fatto la storia della televisione. Gattinoni collaborò anche con molti dei costumisti storici della Rai come Folco Lazzeroni Brunelleschi, Corrado Colabucci, Enrico Rufini, Luca Sabatelli, Daniela Rossi, Giovanni Ciacci e Giovanna Silvestri, nella convinzione che per creare un abito per Ciacci e Giovanna Silvestri, nella convinzione che per creare un abito per della trasmissione, oltre a uniformarsi allo stile dell’artista, e al suo ruolo all’interno dello spettacolo. Nel 1971 Fernanda Gattinoni vestirà Mina per la trasmissione Teatro 10, nel 1972 Delia Scala in Delia Scala Story, la più moderna ed esuberante soubrette italiana che indossò Gattinoni anche per lo show più importante della RAI, Canzonissima, nel 1959. Poi ancora Alice ed Ellen Kessler.

Gattinoni Haute Couture

Moda sposa

Una tradizione italiana

L’atelier romano divenne punto di riferimento internazionale anche per la creazione di abiti da sposa. Nel 1960, Fernanda Gattinoni disegnò la famosa collezione di abiti da sposa in stile Impero che ha contribuito ad affermare il suo nome in tutto il mondo. Tra le sue illustri clienti troviamo anche Golda Meier, Giulietta Masina, Mimise Guttuso, Eva Peron, Jackie Kennedy e la principessa Margareth d’Inghilterra che, nel 1961, dette scandalo indossando abiti Gattinoni a Buckingham Palace (secondo l’etichetta di corte, per i membri della famiglia reale era infatti vietato indossare abiti di stilisti stranieri).

Gattinoni Haute Couture

1980

Fascino e creatività

L’atelier di via Toscana è cresciuto e si è allargato intorno alla seconda metà degli anni ‘80 grazie alle creazioni del figlio di Fernanda Gattinoni, Raniero, che ha impresso all’azienda un’importantissima svolta, compiendo i primi passi verso l’internazionalizzazione della griffe. Definito lo “stilista del sogno”, ha scritto pagine importanti nella storia del look italiano entrando di diritto nelle enciclopedie della sartoria come un creatore che amava trasferire i suoi sogni nelle proprie opere. Raniero diceva che aveva cominciato a disegnare vestiti quasi per gioco. Negli anni ‘80 aveva iniziato la sua personalissima alta moda a volte geometrica, a volte ornata, come imbarcandosi per un viaggio nel mondo della fantasia. E l’aspetto ludico nelle sue collezioni era sempre in primo piano: piccole fiammiferaie, regine delle nevi, belle addormentate nel bosco e Alice nel paese delle meraviglie erano le protagoniste delle sue sfilate.

Gattinoni Haute Couture

1990

Storie di successo

Dopo la morte di Raniero, avvenuta nel novembre del 1993, Stefano Dominella assume la presidenza della storica Maison, mentre al giovane Guillermo Mariotto, nato a Caracas ed entrato in Gattinoni come designer nel 1988, è affidata la direzione artistica a stretto contatto con madame Fernanda. Il connubio tra manualità artigianale e ricerca di nuove tecnologie, unito alla brillante mente di Mariotto, dà vita nel ‘96 a una nuova linea di prêt-à-porter, presentata a Milano assieme alle altre linee della griffe. Il ‘97 vede il lancio del profumo Gattinoni, abbinato a una raffinata linea di prodotti di bellezza.

Gattinoni Haute Couture

1995

Haute couture

Le sfilate sono sceneggiate da Gattinoni come per la stesura di un film; gli abiti raccontano ogni volta una storia. Un successo dopo l’altro, tutte le presentazioni sono un evento: le collezioni racchiudono una partitura attenta ed esprimono i tanti volti della bellezza italiana e internazionale.

Gattinoni Haute Couture

2000

Il nuovo millennio

Nel dicembre 2001 Fernanda Gattinoni festeggia il proprio compleanno ricevendo il premio La Lupa, prestigioso riconoscimento da parte del Comune di Roma. Nel 2002 Madame Fernanda si spegne a Roma e la città le offre un ultimo omaggio allestendo la camera ardente in Campidoglio.

Gattinoni Haute Couture

2005

Gattinoni oggi

Gattinoni è ambasciatrice della moda italiana nel mondo. La griffe è cresciuta costantemente nel segno dell’eccellenza nella ricerca stilistica e nella cura del dettaglio, diventando sempre di più un punto di riferimento del fashion luxury internazionale. La Maison ha investito oggi su un gruppo di giovani stilisti per la realizzazione delle sue linee di Prèt â portèr che, seguendo le linee guida e la delicata sensibilità di Fernanda Gattinoni, mantiene vivo il dna legato al mondo della couture.

Gattinoni Haute Couture

2009

Un patrimonio di valore

L’archivio della Maison Gattinoni è stato consacrato “Patrimonio Culturale Italiano” nel 2009. Un prestigioso riconoscimento nazionale per il celebre atelier, considerato di notevole interesse per la storia della moda, del cinema e della tradizione sartoriale italiana.

Gattinoni Haute Couture

Oggi

Planetarium

Gattinoni ha sviluppato a partire dal 2010 la Linea Planetarium che, con la sua coloratissima stampa ispirata ai disegni del cartografo seicentesco Andreas Cellarius, vuol essere un omaggio alla genialità creativa senza tempo. Abbigliamento e accessori che sono protagonisti di un vero e proprio fenomeno non solo di mercato, ma anche di stile. Una Seconda Linea caratterizzata dall’inconfondibile gusto Gattinoni, nel solco della tradizione e della qualità di Madame Fernanda, in grado di soddisfare tutte le esigenze con fascino e personalità.