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MADAME FERNANDA

Madame Gattinoni non avrebbe mai tradito in nome della sua moda. Un capo poteva anche essere finito, ma se non donava Fernanda era impietosa e lo modificava finché non ne era totalmente soddisfatta.
Fernanda Gattinoni
Una donna dall'eleganza naturale

La forza del legame che unisce la Maison alla sua fondatrice, Fernanda Gattinoni, è la stessa che dal 1946 a oggi fa del marchio un nome di spicco nella moda internazionale. Nata a Cocquio-Trevisago (Varese) il 20 settembre 1906, è stata una donna dall’eleganza naturale. L’estrema raffinatezza le permetteva di disegnare sete, bustier, strascichi e ricami creando capi semplicemente perfetti. Già nel 1925, a soli 19 anni, il suo talento l’aveva resa una promessa della maison londinese Molyneaux, griffe della casa reale. La sua incapacità nel tenere separati abiti e sentimenti, lasciandosi guidare dalle sensazioni, l’aveva fatta rinunciare ad un approdo a Parigi presso Coco Chanel, per ritornare in Italia come collaboratrice della sartoria Ventura, prima a Milano e poi a Roma. In quel periodo, la celebre couturière diventa nota per aver risolto “il dramma sartoriale” più famoso della storia. Dieci minuti prima dell’inizio della cerimonia religiosa nella Basilica di San Pietro, aveva infatti sostituito con lunghi guanti in capretto bianco le maniche dell’abito di pizzo della Principessa del Belgio Maria Josè Saxe Coburg Gotha, che andava in sposa del futuro Re d’Italia, Umberto di Savoia, l’8 gennaio del 1930.​

Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
L'Atelier Gattinoni

Nel 1946 corona il suo sogno e apre nella capitale il proprio atelier, attorno al quale gravitano fin da subito personalità del cinema e del jet set internazionale. Il primo abito con l’etichetta Gattinoni è un tailleur di velluto verde, realizzato per Clara Calamai, diva del cinema italiano degli anni Cinquanta. E al genio e alla delicatezza di “madame” Gattinoni, così la chiamavano tutti, si sono affidate alcune tra le donne più belle e misteriose di sempre: Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Kim Novak, Lucia Bosè, Ava Gardner, Margaret d’Inghilterra, Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Anna Maria Pierangeli, Isa Miranda, Lana Turner, Maria Josè e molte altre ancora. Una produzione infinita di abiti da sogno e di alta moda: bustini, vite segnate, gonne a ruota, abiti impero. Fernanda Gattinoni è stata una donna d’altri tempi, insignita, nel corso della sua lunga carriera, di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero per il suo instancabile impegno nel campo della moda e nel sociale.

Può essere che i miei abiti sembrino troppo semplici per una sfilata, ma proprio per questa loro semplicità rimangono attuali nel tempo. Un vestito non è chic se la gente si volta a guardarlo. Deve passare inosservato, e soltanto dopo tre volte che è stato visto, colpire. La prima dovranno pensare "è carino", la seconda "è veramente carino", la terza "che meraviglia!"

Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni

Esistono delle regole irrinunciabili. Ho faticato tutta una vita ad insegnare alle donne che la trasparenza è inutile, stuzzica ma non conquista. A questi poveri uomini oggi quale mistero è rimasto da svelare?

Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Fernanda Gattinoni
Il figlio Raniero

​L’atelier di via Toscana è cresciuto e si è allargato intorno alla seconda metà degli anni ‘80 grazie alle creazioni del figlio di Fernanda Gattinoni, Raniero, che ha impresso all’azienda un’importantissima svolta, compiendo i primi passi verso l’internazionalizzazione della griffe. Definito lo “stilista del sogno”, ha scritto pagine importanti nella storia del look italiano entrando di diritto nelle enciclopedie della sartoria come un creatore che amava trasferire i suoi sogni nelle proprie opere. Raniero diceva che aveva cominciato a disegnare vestiti quasi per gioco. Negli anni ‘80 aveva iniziato la sua personalissima alta moda a volte geometrica, a volte ornata, come imbarcandosi per un viaggio nel mondo della fantasia. E l’aspetto ludico nelle sue collezioni era sempre in primo piano: piccole fiammiferaie, regine delle nevi, belle addormentate nel bosco e Alice nel paese delle meraviglie erano le protagoniste delle sue sfilate.